Il 23 febbraio è stata una data da segnare in agenda per oltre 400mila lavoratori pubblici.
All’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) è stato firmato l’accordo definitivo dei due contratti collettivi che riguardano il comparto Funzioni Locali e la relativa Dirigenza.
La novità più attesa è concreta: gli aumenti saranno visibili già nella busta paga di questo mese, marzo 2026.
Previsti aumenti fino a 140 euro circa per i dipendenti e 440 euro circa per i dirigenti. Essi saranno distribuiti su 13 mensilità.
Parliamo di una platea di destinazione ampia e strategica per il funzionamento quotidiano del Paese.
Un passaggio fondamentale è stato quello legato agli arretrati, la firma dell’accordo ha reso immediatamente riscuotibili le somme maturate. Tuttavia, una somma degli arretrati (relativi al biennio 2022-2023) era già stata erogata come IVC, ovvero Indennità di Vacanza Contrattuale, maggiorata, come previsto dalle norme di bilancio precedenti.
Il rinnovo rappresenta molto più di un aggiornamento salariale. È un tassello centrale nella strategia di rafforzamento della macchina amministrativa locale.
Un aspetto moderno riguarda la gestione del tempo, il nuovo CCNL introduce la possibilità di dividere le 36 ore settimanali su quattro giorni, invece di cinque o sei. Affiancando lo smart working e la formazione, come orari di lavoro effettivi, comunicati circa 5 giorni prima e non più 20, come precedentemente era ritenuto necessario.
È stata confermata inoltre la possibilità di 150 ore di permessi retribuiti all’anno, per il diritto allo studio. Per la sanità invece, sono 18 le ore possibili di permesso retribuito, per motivi personali.
Il congedo parentale subisce varie modifiche, la più importante riguarda l’estensione della possibilità di fruirne fino ai 14 anni di età del figlio, rispetto al limite dei 12 anni in vigore nel 2025.
Sul lato dell’ordinamento professionale, inoltre, il contratto proroga alla fine dell’anno, ovvero dicembre 2026, la possibilità di effettuare progressioni verticali in deroga tra le aree.
Marzo, dunque, non sarà un mese qualsiasi: sarà il primo banco di prova concreto di un rinnovo atteso e ora finalmente realtà.
